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SEL: Ferma condanna all’attentato alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi

Il partito di Sinistra Ecologia Libertà di Brindisi e provincia, denuncia e condanna fermamente il grave attentato che ha colpito la città di Brindisi e tutta la comunità italiana.

 

Una ragazza e’ morta, Melissa Bassi, un’altra è in gravissime condizioni, ed altri sei giovani sono rimasti feriti.

L’esplosione e’ stata provocata da ordigni costituiti da bombole di gas, posizionate davanti la scuola, come riferito da fonti investigative. L’esplosione, violentissima,  ha fatto danni fino ad  un centinaio di metri dal luogo dell’esplosione.

Quanto successo e’ un atto gravissimo contro le istituzioni, colpendo al cuore dello Stato, colpendo indifesi nostri figli. “Provo grande dolore, come se avessero ucciso ancora una volta Giovanni Falcone e Francesca Morvillo” ha detto Maria Falcone, sorella del magistrato Falcone, a proposito dell’attentato di Brindisi, davanti alla scuola Morvillo Falcone.

 

Non bisogna dare tregua ai responsabili di questa nefandezza. Siamo davanti ad  un fatto complesso che desta grande preoccupazione, e che tocca il cuore perché  ha colpito delle giovani vite innocenti ed e’ di una crudeltà senza precedenti. Oggi dobbiamo dare una risposta forte e chiara ai barbari, a chi osato fare quello che neanche si può immaginare: spezzare la vita di giovani, spezzare la vita dei figli, portare la strage, il sangue davanti ad una scuola, ordire una strage di ragazzini e ragazzine e’ il delitto più orrendo. Oggi dobbiamo poter dire a questi assassini che saranno fermati e colpiti, che la coscienza civile e democratica di Brindisi, della Puglia, di tutta Italia li manderà all’inferno, come ha dichiarato il nostro presidente Nichi Vendola.

 

La redazione

Mai più senza 50/50 – Ceglie incontra Magda Terrevoli

Il circolo SEL “Peppino Impastato” di Ceglie Messapica, giovedì 17 maggio alle ore 17:30 in Piazza Plebiscito n. 20 (dietro l’orologio) è lieto di organizzare questo importante evento.

 

E così la città di Ceglie incontra Magda Terrevoli, portavoce del comitato promotore della legge regionale di iniziativa popolare “Disposizioni in materia di equilibrio, nella rappresentanza di genere nelle elezioni per il Consiglio regionale e il/la Presidente della Regione”

 

La portavoce del comitato promotore “Doppia preferenza”,  Magda Terrevoli, presidente della Commissione regionale alle Pari Opportunità della regione Puglia, a Ceglie arriva per  illustrare gli ideali che animano la proposta di modifica della legge elettorale pugliese. Questa è una sua dichiarazione.
É opportuno definire la storia che ha portato tante donne ed uomini di Puglia a presentare la legge di iniziativa popolare sul riequilibrio di genere nelle elezioni per il Consiglio regionale.
Il desiderio che ci ha mosso ed unito è stato quello di rimettere in moto la discussione sulla rappresentanza delle donne nella politica.
Le ragioni che hanno spinto tante di noi, differenti per storie ed appartenenze, a mettersi insieme nel tentativo di rilanciare il ruolo delle donne in maniera forte e coesa ha qualcosa di magico. Abbiamo compreso che è il tempo ed il luogo per agire insieme.
Il tempo è dettato dall’oggi, dalla insignificanza dell’offerta politica dei partiti impegnati ormai a gestire l’esistente o ciò che di esso rimane, ed il luogo è la Puglia dove più si è sviluppata l’incredibile collisione tra rinnovamento e antiche, pessime consuetudini.
Abbiamo strutturato un percorso in cui il cambiamento dovrà trasformarsi da ipotesi e suggestione a reale trasformazione.
Ma per tutto questo non vi è bacchetta magica che possa realizzare miracoli e su questa consapevolezza ci siamo mosse/i.
Per questo non comprendo le critiche ed i distinguo alla legge di iniziativa popolare sulla doppia preferenza. Anche noi ne conosciamo limiti e rigidità, ma siamo ancor più consapevoli del panorama politico in cui ci muoviamo.
La legge che chiediamo di sostenere attraverso una firma è solo l’inizio di un percorso. É il primo passo che ci potrà permettere di allontanarci dalla devastante immagine di un consiglio regionale abitato solo al maschile.
Davvero qualcuno crede che tutti i 67 uomini (su 70) che attualmente hanno competenza di legiferare in Puglia, abbiano la spinta etica ad aprire le porte alle donne?
Qualcuno pensa davvero che nell’ipotesi (ipotesi) di riduzione del numero dei Consiglieri regionali, i nostri legislatori facciano un ulteriore passo indietro per favorire l’ingresso delle donne nel Parlamento pugliese?
E se davvero avessero sposato la causa della parità di genere, non avrebbero forse già approvato una legge che potesse sostenerla e garantirla? I mille distinguo servono soltanto ad allontanare la nefasta (per loro) eventualità!
La nostra proposta ha in sé tanti ragionamenti e tante riflessioni ma ha anche radici profonde.
L’aver adottato una legge quale quella Campania, permette di inserire con semplice modifica la questione di un genere sotto rappresentato nella attuale legge elettorale pugliese.
Non lascia possibilità alcuna a giustificazioni di tempo (potremmo votare molto presto e come sempre non avere possibilità di grandi stravolgimenti) e, non offre il fianco ad alcun ricorso di legittimità, in quanto già vigente e già passata al vaglio della Corte Costituzionale con sentenza n.4/2010.
Ma ha in sé qualcosa di più, offre uno contesto totalmente diverso dalle quote, le liste composte al 50 e 50 di donne ed uomini, non sono quote, ma richiesta di uguale rappresentanza, non una quota ma la parità!
Ma c’è di più: l’introduzione dell’inammissibilità della lista non coerente con la parità, dimostra che non chiediamo risarcimenti alla illegalità.
A questo proposito vorrei ricordare che in Puglia esiste già una legge elettorale che prevede le quote nelle liste ed il non rispetto fa scattare una sanzione economica.
E vorrei ricordare che la stessa legge non è rispettata né nella composizione delle liste, né nel conseguenziale risarcimento, dagli stessi partiti a cui appartengono i legislatori che hanno scritto ed approvato la legge.
Da tutto questo noi prendiamo le distanze.
Chiedere che una lista sia composta in maniera paritaria significa chiedere ai partiti ed ai movimenti di aprirsi ai contributi delle donne e, costruire con loro un percorso che porti nuovamente le donne a fidarsi dell’interlocutore e a non sentirsi esclusivamente usate quale casuale riempitivo.
Senza questa dichiarazione di onestà è chiaro che le donne non si presteranno a fare le controfigure del nulla.
Le donne hanno un grande desiderio ed una grande passione nel fare politica e d’altronde la fanno tutti i giorni nelle scuole, negli ospedali, nelle famiglie, nel welfare che sostiene la nostra Regione, ma hanno ben compreso che per cambiare davvero devono avere voce in tutti i luoghi dove si sceglie e si decide per tutte e tutti.
E qui è necessario fare una riflessione: se saranno tante, potranno lavorare e portare il loro punto di vista, se poche e sparute, dovranno di fatto adeguarsi alla maggioranza maschile. Il dato quantitativo fa la differenza e, permette, quel percorso che potrà portare ad un reale cambiamento.
La questione della doppia preferenza ha, inoltre, un valore fortemente simbolico in quanto fa intravedere che non vi è una banale guerra tra sessi ma una opportuna possibilità di esprimere un doppio sguardo. Un uomo ed una donna che fanno campagna elettorale insieme, offriranno una rivoluzione visiva e sostanziale. Si proporrà un nuovo patto tra i sessi complementari e non antagonisti.
Il resto, la qualità, la moralità, la competenza, pur osservando che mi è incomprensibile che questi discorsi vengano tirati fuori solo quando si parla di donne, non sarà mai una legge a definirli, anche perché abbiamo tutti imparato quanto facile è aggirarla, ma sarà compito di quei partiti che dovrebbero riappropriarsi di quel ruolo di rappresentanza della società a cui pare abbiano spesso derogato.
É un primo passo, ma un passo partecipato che sta coinvolgendo l’intera popolazione pugliese negli incontri, nelle assemblee, intorno ai tavolini per la raccolta delle firme.
Siamo tornate a parlare e a discutere con le tante persone che firmando hanno fatto della nostra proposta di legge la loro proposta di legge.
Lasciare inascoltata la loro richiesta sarà oggi più complicato.

Intanto martedì 15 maggio davanti la sede della Regione Puglia in via Capruzzi le donne dei comitati per le parità di genere hanno messo un banchetto ed hanno invitato i consiglieri regionali a firmare la legge di iniziativa popolare per assicurare una composizione a metà tra donne e uomini. Oggi le donne che siedono tra i banchi sono tre su settanta.

 

A tutti coloro che hanno firmato è stata offerta una spilletta con il logo della campagna: “50/50 Mai più senza!” oppure un girasole di carta con su la scritta. “io sto con le donne”.

Sono molti i consiglieri che hanno firmato, sostenendo la campagna, praticamente tutto il centrosinistra e molti del terzo polo. Anche il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha firmato con entusiasmo l’iniziativa. E ormai il quorum si può dire raggiunto.

 

Durante l’incontro si costituirà il comitato promotore cittadino.

 

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare

 

La redazione

COORDINAMENTI MAGGIO 2012 SEL

E’ indetto per il 14 maggio 2912 alle ore 17:00 il coordinamento regionale di Sinistra Ecologia Libertà presso la sede regionale in Bari, Corso Italia.

E’ indetta per il 16 maggio la direzione nazionale di SEL, presso il Centro Congressi Palestro in via Palestro 24 (zona Piazza Indipendenza), a partire dalle ore 14.30

E’ indetta l’Assemblea nazionale di Sinistra Ecologia Libertà il 26 maggio a Roma in occasione della Manifestazione nazionale della Scuola.

 

La redazione